All’indomani della conclusione, da un lato delle primarie del Partito Democratico in Italia, dall’altro delle elezioni presidenziali in Francia, vorremmo sviluppare alcune riflessioni politiche.
In entrambi i casi parlano, prima di tutto, i numeri: alle votazioni primarie del Partito Democratico 1.838.000 partecipanti. Un numero assai significativo di questi tempi in Italia e non è utile il confronto con la partecipazione a precedenti analoghi appuntamenti. Una scontata affermazione di Matteo Renzi con un irraggiungibile 69.17% piuttosto rassicurante. I suoi competitors al palo in tutti i sensi: uno (Andrea Orlando) al 19.96%, comprensivo degli endorsment del vecchio P.C.I.; il secondo (Michele Emiliano) al 10.87%, del tutto trascurabile.
Matteo Renzi, consapevole di dover nuovamente iniziare a scrivere una pagina bianca dovrà giocare anzitutto la partita di una nuova legge elettorale per poi riprendere il cammino riformista nel Paese senza errori grossolani come quelli compiuti in occasione del varo della c.d “buona scuola”. Egli dovrà, inoltre, dare corso ad una strategia di politica europea sinora soltanto abbozzata. E qui incrociamo la situazione francese.  Risultati immagini per festa elezione macron Emmanuel Macron è il nuovo Presidente della Repubblica francese. Una prima ragione positiva risiede nel fatto che egli ha sconfitto Marine Le Pen impedendo una affermazione della Destra estrema che si sarebbe rivelata un evento catastrofico dal punto di vista politico internazionale. E’ ora atteso alla prova dei fatti: il primo banco di prova sarà dato dall’ intervento in materia di politica del lavoro che già in precedenza aveva allarmato parte dei cittadini e le loro rispettive rappresentanze sindacali. In questo senso vi è una similitudine con la situazione di Matteo Renzi che in Italia dovrà dare corso ad una impostazione politica rinnovata. E’ forse auspicabile  che essi si ritrovino, poi, protagonisti sulla scena europea e che ciò possa costituire un credibile rilancio dell’Unione, teso a riequilibrare i pesi oggi esistenti all’interno della stessa, soprattutto nei confronti della Germania. Il futuro che ci attende potrebbe dunque essere caratterizzato da una svolta  importante se non decisiva sulla strada di un cammino comune a lungo atteso.