Come accennava un vecchio “refrain” pubblicitario dal Trentino Alto Adige arriva una sentenza politica che, poichè abbiamo ragione di ritenere troverà conferma alle Regionali prossime, rappresenterà il definitivo oblio di “Forza Italia”: IL 4% dei consensi di  cittadini alto atesini ed italiani in una elezione amministrativa rappresentano un esito disarmante e privo di appello per chiunque.

E’ sin troppo facile andare con la mente alla discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994 ed al facile entusiasmo, giustificato o meno, che questa  iniziativa provocò, ma giova forse ricordare il carattere per molti versi principale  della stessa: quella “antipolitica” che, più tardi, l’ex Cavaliere si troverà a rimproverare ad altri suoi antagonisti. La caduta del 1996 e la ripresa del 1998, la ferrea alleanza con Umberto Bossi, la fuga di Pierferdinando Casini prima, la successiva cacciata di Gianfranco Fini,  sino a giungere all’attuale oscuramento di un più modesto oppositore interno, Gianfranco Fitto, che non lascia presagire nulla di buono,  indipendentemente dalla volontà dei singoli attori. In mezzo la nascita del”Popolo della Libertà”, dal predellino di una automobile a Milano -oggi invece da una banalissima pedana è caduto, nel corso della ripresa dei tour elettorali dopo una assenza sancita dai propri guai giudiziari-, la granitica convinzione che soltanto la sua presenza possa funzionare da catalizzatore di espressioni di voto a favore dell’area di centro-destra.

La realtà sembra lì a dimostrare che oggi non è più così e, tutto sommato in un breve arco di tempo, non ipotizzabile prima. L’area politica avversa, il centro-sinistra, ha,suo malgrado, avviato in politica un significativo ricambio: uno dei non molti meriti di Matteo Renzi è quello di aver relegato a sbiaditi ricordi la presenza ed espressione di potere  politico di D’Alema, Veltroni, Fassino, Letta, Bindi, Epifani, Marini  e compagnia dicendo. Non da ultimo, l’insieme di coloro i quali, senza distinzione di partito, hanno accompagnato Berlusconi lungo tutto il suo percorso stabilendone le connivenze, ha permesso ad un ormai ex comico di creare un movimento che è divenuto, in breve, la seconda forza politica del Paese.

berlusconi nel 1994

La figura di statista di Silvio Berlusconi ha reso possibile, non da solo,  tutto questo. Ci auguriamo semplicemente che non ceda mai l’A.C. Milan o le sue altre aziende. Rappresentano la garanzia, a dispetto dell’età,  di tenerlo occupato.

ANDREA G. STORTI

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