Joe Biden è il 46simo Presidente degli Stati Uniti d’America, dopo la proclamazione del Congresso.
In questo senso verrebbe da dire scampato pericolo; superata cioè la condizione riferita a colui che è stato, fatta eccezione – in parte –  per la politica estera statunitense di gran lunga il peggior Presidente americano che la storia ricorderà. Centosessanta milioni di persone hanno così deciso il futuro degli USA. Una efficiente gestione della attuale pandemia internazionale, il riconoscimento dell’emergenza climatica, i diritti della persona: saranno questi i tre capisaldi della nuova politica americana.

Stride -dunque- enormemente l’immagine dei fatti di Capitol Hill a Washington che sanciscono l’attuale condizione degli U.S.A.,- Paese diviso-, dove il suo Presidente in carica si dimostra ancora una volta assolutamente irresponsabile. Dopo  avere venduto per mesi una grande, tossica bugia riferita alla recente consultazione elettorale intrisa di brogli, egli ferma, assai tardivamente, la frangia estremista del Partito Repubblicano che soltanto alla sua persona risponde,  dopo una ultimativa,folle predicazione.
Sul filo di lana la dirigenza del partito dell’elefantino ha preso le distanze -ci si augura definitivamente- da un simile personaggio, anche se abbiamo ragione di temere che non sarà così. Appare evidente che le successive rassicurazioni di Donald Trump possono anche non essere considerate veritiere.
Per contro, in Italia, sta forse per chiudersi l’esperienza di governo M5S-Partito Democratico. E’ bene che sia così, in quanto una serie di ragioni farebbero ritenere l’evento plausibile, se non auspicabile. Prima di tutto, la posizione di “Italia Viva”, ancorché proposta da un leader da tempo non più credibile, è certamente interessante perché pone questioni di metodo e merito rispetto all’esecutivo del quale semmai sorprende che IV ne faccia ancora parte.

Ancora, Giuseppe Conte (che qualcuno, qualche tempo fa, chiamava “Giuseppi”) non è certo politico a tutto tondo e, pertanto da non ritenersi ancora -fortunatamente- CONDUCATOR della nazione italiana poiché la responsabilità pubblica è sempre da considerare temporanea. L’attuale governo, nonostante le lodi del suo Presidente è impresentabile causa la zavorra principalmente rappresentata dai ministri ed accoliti pentastellati. Occorre dunque una radicale modifica della sua composizione. Qualche ritocco ministeriale avrebbe il sapore di una beffa.
Non nuove elezioni perchè è evidente che una simile eventualità cambierebbe la quasi totalità dei componenti i due rami del Parlamento.

ANDREA G. STORTI

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