Si chiude – di fatto – la pagina politica del Movimento Cinque Stelle.

Nel peggiore dei modi. Evidentemente Matteo Renzi ha fatto scuola. Si consuma rapidamente all’interno del Parlamento – nel palazzo –  una fuoruscita dal Movimento Cinque Stelle che ne decreta la fine, salvo piu’ che improbabili colpi di scena. Nasce l’ennesimo nuovo progetto politico in vista della scadenza elettorale del 2023, a condizione che si sia in grado di percorrerlo, evenienza assai dubbia.

Da un lato Giuseppe Conte massimo rappresentante 5 Stelle, non certamente un leader politico, che tuttavia ha assunto riguardo al tema del folle conflitto russo-ucraino una posizione difficile,  legittima ed in una certa misura condivisibile di sbarrare la strada ad una corsa agli armamenti priva di significativa riflessione senza che ciò possa porre in discussione gli equilibri internazionali dell’Italia, in particolare verso l’alleanza atlantica e l’Europa.

Luigi Di Maio si è invece sentito messo in discussione come Ministro degli Esteri e rappresentante del governo italiano che sostiene apertamente la necessità di fornire di armi l’Ucraina. Sullo sfondo appare, peraltro, una sua posizione non facile sul numero dei mandati parlamentari cui debbano giovarsi gli esponenti del “Movimento Cinque Stelle”.

Naufraga il percorso immaginato da Gianroberto Casaleggio con Beppe Grillo che avrebbe potuto rappresentare l’elemento di assoluta novità nel panorama politico italiano allora come ora avvolto in una nebbia inconcludente.  Resiste il concetto di democrazia diretta tuttavia messo a dura prova, come abbiamo visto al termine della consultazione referendaria del 12 giugno scorso, da una costruzione che non può considerarsi soltanto abrogativa. E’ cancellato in politica come nella vita l’assioma “dell’uno vale uno”, sconfortante illusione dei primi anni novanta del Novecento.

Ci troviamo ad assistere ad una corsa politica verso il centro  piuttosto sovraffollata dove il valore alto della stessa e’ dimenticato. Non così invece la volontà di protagonismo individuale.

Giorgia Meloni, nonostante tutto ciò che accade all’interno della sua area, sentitamente ringrazia.

ANDREA G. STORTI

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