Fine d’anno elettorale in Francia e Spagna. Nel primo caso ci sembrerebbe di dover brindare allo scampato pericolo. In realtà non è così. La sonante vittoria di Marine Le Pen e del suo Front National al primo turno delle amministrative non si è ripetuta ai ballottaggi e, pertanto, nessuna regione è andata alla Destra. Ai “Républicains” di Sarkozy sono andate 7 Regioni, 5 ai Socialisti. Per i primi si tratta tuttavia di un mancato trionfo: basti dire che due  tra i nuovi governatori della destra hanno vinto con i voti della gauche. Pertanto, i vertici della destra moderata saranno azzerati a partire da Gennaio 2016 per questioni politiche di fondo rispetto alla linea ufficiale sin qui tenuta. Non è dunque un evento casuale che la vicepresidente del partito, Natalie Kosciusco Morizet sia stata destituita dal ruolo per aver assunto una posizione duramente critica rispetto alla linea della compagine. A 18 mesi dalle Presidenziali la lotta per la leadership della destra si può dire iniziata. Segnaliamo un nome nuovo: Valérie Pecresse che ha strappato l’Ile de France, ormai non più storica roccaforte della sinistra. La destra di Sarkozy, logorato ed oggi poco efficace in senso comunicativo,  oscilla tra l’abbandono della tradizione gollista e la centralizzazione del partito, obiettivo  tuttavia inseguito anche dai socialisti. In quest’ultimo campo la premiership di Manuel Valls appare,nonostante tutto, consolidata e la ricandidatura di Francois Hollande non è più contestata dopo il parziale recupero di consensi elettorali, dovuto principalmente alle ultime scelte azzeccate in tema di politica estera e per la sicurezza interna. Potrebbe accadere che ciò che oggi ha rappresentato uno stato di necessità – il contenere l’ascesa lepenista – diventi, domani, un laboratorio di sperimentazione politica.

In questo contesto complessivo si tratta poi di appurare quale sarà l’atteggiamento della Francia all’interno delle istituzioni europee. Rimango della convinzione che un sapiente e non scontato asse con l’Italia possa assicurare buoni frutti. Di questo ci occuperemo più avanti.

(Fine Prima parte)

ANDREA G.STORTI

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