Il 20 Agosto si conoscerà l’esito dell’attuale  impasse politico nazionale e cioè se formalmente si aprirà una crisi di governo ed a quali successivi passi darà corso. E’ evidente che Matteo Salvini ha commesso un clamoroso errore nei tempi e nelle modalità successive all’ipotesi di mozione di sfiducia nei  confronti del governo cui ancora oggi appartiene. Uno dei principali attori della scena politica pare, pertanto, piuttosto confuso, dopo un tempo anche recente di eccessiva baldanza sfociata nella richiesta di pieni poteri propria soltanto della Germania nazista del 1933.

Salvini é inconsapevolmente riuscito a conferire nuova forza ad un ormai spento M5S che esclude una riedizione del governo giallo verde e ad un Partito Democratico non più totalmente disinteressato ad una ipotesi di esecutivo di legislatura, dopo che con la proposta di un governo istituzionale a termine si é riaffacciato sulla scena politica Matteo Renzi.  

E’ evidente, seguendo i sondaggi, che il caso di ritorno immediato alle urne consegnerebbe l’Italia alla destra per la durata di cinque anni (Lega + Fratelli d’Italia) o nella migliore delle ipotesi comunque alla coalizione di centro destra.

Qualora si voglia evitare questa condizione, la prospettiva di un nuovo governo formato da 5S, Partito Democratico e formazioni minori è realisticamente l’unica possibile. Del resto, già all’indomani della conclusione delle ultime elezioni politiche del Marzo 2018 si  fece strada questa ipotesi, poi superata dalla nascita del contratto tra Pentastellati e Lega.

Scissioni, creazione di nuove altre formazioni politiche potrebbero accadere ma non sposterebbero significativamente gli attuali equilibri politici. E’ del resto noto come in politica la coerenza non sia considerato il primo dei requisiti, così come non esiste il termine mai.

Da qualche tempo ormai lo sviluppo del consenso politico ha assunto caratteristiche profondamente diverse rispetto al passato anche recente ed è esso stesso in continua evoluzione poiché ormai permeato della velocità con la quale la società civile si trasforma dando vita a nuovi fenomeni. Occorrerà tenerne conto per non collocarsi fuori dal tempo.

ANDREA G. STORTI

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