Il primo avviso,ignorato, risale ad alcuni mesi fa nella Repubblica Popolare Cinese.
Ad oggi registriamo migliaia di decessi in Italia. Siamo nel pieno di una tempesta virale in attesa del picco della stessa. Forse ancora attoniti ci chiediamo come sia potuto accadere, superato, dapprima, il passaggio ad altro secolo. Non serve a nulla. Può rappresentare tuttavia l’occasione per porci qualche interrogativo.
Può una delle più antiche democrazie del mondo attendere l’immunità di gregge o questa affermazione è stata soltanto sognata? Una non democrazia piegherà l’epidemia sul suo territorio: anche questo può atterrire.
Il nostro modello di vita è accettabile e granitico o merita di essere ampiamente riveduto? Dovremo essere ancora asserviti al prodotto interno lordo o questa logica deve essere almeno in parte superata? Abbiamo speso anni per tagliare milioni e milioni  di spesa sanitaria nazionale premiando in questo senso chi ha saputo realizzare risparmi o siamo stati colti da una cecità assoluta? Al di là di classifiche sempre possibili che cosa misura la qualità della vita?
Quesiti importanti forse destinati a non trovare risposta, certamente non nell’immediato futuro. Con discreta probabilità, tuttavia, tendono ad emergere, cosa non scontata in tempi precedenti l’avvio dell’epidemia, poi evoluta. In tutto ciò quale può essere il ruolo del decisore politico, in generale? Esso è comunque fondamentale e non limitato a questioni contingenti quali possono essere ad esempio le misure adottate per contenere la pandemia in atto. In senso più vasto i recenti accadimenti segnano la fine dell’Unione Europea verificatasi prima al confine tra Grecia e Turchia con la cancellazione di ogni significato umanitario. Poi con la sospensione del trattato di Schengen che sancisce la preminenza degli interessi nazionali a danno della costruzione di una posizione politica europea ad iniziare dalla non più derogabile costruzione di un sistema fiscale europeo.
La prospettiva continentale europea, peraltro, si sgretola contro il muro delle prime nuove mosse in termini di politica economico-finanziaria da parte delle principali istituzioni di riferimento. Occorrerà  in forma non scontata saper guardare ad Oriente per conservare la possibilità di guardare al futuro senza soffocanti angosce.

ANDREA G. STORTI

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