Finisce, nel peggiore dei modi, l’avventura politica di “Scelta Civica”. Il suo fondatore, il Sen. Mario Monti tornerà ad essere un parlamentare a vita e nulla di più. Non è molto frequente che, in Italia, un personaggio riesca a dissipare, in un – tutto sommato – breve arco di tempo, una credibilità politica che sino allo scorso Gennaio andava costruendo . A memoria ricordo il solo caso, relativamente recente di Mario Segni, al crepuscolo della Democrazia Cristiana. Per contro, anche la storia politica di Silvio Berlusconi volge al termine.

Tuttavia, il cammino verso l’oblio è  in questa situazione più lento. Potrebbe coincidere con la sua decadenza da Senatore: se ciò avvenisse, con ogni probabilità, il passaggio successivo sarebbe dato dal tentativo di apertura di una nuova crisi di governo, dopo quella a lungo sfiorata degli inizi del precedente Ottobre  e, nel caso in cui il governo di Enrico Letta  superasse questo scoglio, correremmo verso una definitiva scissione all’interno del maggiore partito dell’area di centro destra nazionale. Dal momento che questi passaggi paiono già scritti se ne attende la reale conferma, anche se il terreno politico mai è uniforme.

Perchè, invece,  non un altro crocevia?

Per esempio:

1. la definitiva decadenza di Silvio Berlusconi, accompagnata da una pluriennale interdizione dai pubblici uffici; 2. il governo attuale che presenta in Parlamento una nuova Legge elettorale attesa ormai da anni che abbia al centro la certezza del formarsi di una compagine governativa; 3. lo scioglimento delle Camere; 4. una nuova consultazione politica dei cittadini; 5. la successiva elezione, possibilmente diretta, di un nuovo Capo dello Stato non ottuagenario e non espressione dell’Italia politica del Novecento.

Ad indicare la necessità di un diverso percorso il fatto che il nostro Paese si segnala, per esempio, per una crescita assai preoccupante del fenomeno delle “nuove povertà” (Fonte: Coldiretti – Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione – 2013). Per effetto della crisi economica e della perdita del lavoro, si registra un aumento esponenziale degli italiani senza risorse sufficienti ai bisogni alimentari. I connazionali indigenti che hanno ricevuto pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali  no profit che distribuiscono le eccedenze sono oggi sono oggi più  4 milioni (2,7 milioni nel 2010).  Si potrebbero indicare, ulteriormente,  tutta una serie di dati macroeconomici che certificano una crescita soltanto a parole. Basta questo, ed è problema più urgente dell’ ipotesi di dimissioni del Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri.

ANDREA G. STORTI

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