Chiariamo per quale ragione affrontiamo soltanto ora una questione politica così importante come la prossima consultazione referendaria inerente la proposta parlamentare di riforma della Costituzione Italiana suffragata da un significativo numero di cittadini sostenitori del sì.

E’, credo, noto che la riforma della seconda parte della Costituzione approvata a suo tempo  dal Parlamento è connessa ad un nuovo impianto di Legge elettorale. Tuttavia, su quest’ultimo pende il definitivo giudizio della Corte Costituzionale che dovrà esprimersi sulla costituzionalità di parte significativa del così detto “Italicum”. Abbiamo atteso questo passaggio inizialmente previsto per il 4 Ottobre, cioè a due mesi esatti dalla data fissata per il voto referendario.

Perchè questo non è avvenuto e si è preferito far slittare la data della pronuncia a dopo lo svolgimento del referendum?

La domanda rischia di rimanere senza risposta, come lo è ad oggi e riteniamo ciò offensivo nei confronti dei cittadini della Nazione.

Per quanto invece concerne la riforma della seconda parte della Costituzione crediamo esista una sola possibile lettura imperniata da un lato sull’urgenza e la conferma di un processo di superamento della vecchia politica e, dunque, sull’accettazione di un risultato qui parziale e tendente al ribasso che oggi si definisce “antipolitica”. (ciò che tra le altre cose richiede IL VOTO PER IL “SI’).

Dall’altro, l’elettore potrebbe invece decidere sia più rispondente alla realtà entrare nel merito del testo della riforma, soppesando il contenuto dei singoli nuovi articoli in contrapposizione al precedente testo costituzionale. In questo caso risulta  piuttosto evidente come  la sola ipotesi sia quella di respingere la proposta di riforma (IL VOTO PER IL “NO”).

In nessun caso  il risultato che si avrà dalle urne del referendum italiano sarà epocale, storico o fondamentale per l’Europa ed il nostro Paese. Si tende, infatti, a presagire eventi futuri per noi catastrofici o, al contrario, salvifici. Si tratterà semplicemente di aver scritto una nuova pagina della nostra democrazia.

I problemi reali della congiuntura politica nazionale ed internazionale sono altri.

ANDREA G.STORTI

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