Tempo di elezioni europee. E’ del tutto evidente la necessità di una radicale nuova politica continentale a partire dalla rappresentanza sino a toccare anche, e non solo, i temi dell’economia. Noi cittadini italiani non ci saremo. Questa ventata di pessimismo, non usuale per chi scrive,  deriva dall’oggettività della situazione. Infatti, al di là degli obbligati rapporti intergovernativi che, nella situazione , non possono tuttavia rappresentare l’unica modalità di possibile confronto, l’intero processo di costruzione dell’Europa vacilla paurosamente.

Tolto il Partito Democratico che appoggia apertamente la costruzione dell’Europa, più per stato di necessità che per fattivo contributo ideale, si sono nel tempo definite posizioni apertamente antieuropeiste. Interessa qui segnalare non già la posizione di Silvio Berlusconi ormai avviato al definitivo declino politico e perciò carico di veleno nei confronti di tutti i competitors, bensì alcune prese di posizione stupefacenti di Beppe Grillo collocate tra i temi della attuale campagna elettorale.

Alla persona in questione nulla interessa del destino dell’Europa e ciò appare, purtroppo, solare. E’ invece molto deludente prendere atto che, sia pure in un clima elettoralistico – condizione che sia chiaro non giustifica alcunchè – il comico-politico abbia, in un breve volgere di tempo, prima sostenuto la validità di una ipotetica secessione veneta da operetta per la quale non è certamente sufficiente appellarsi al principio di autodeterminazione dei popoli ed, in secondo luogo, sporcato la memoria di Primo Levi proponendo un fotomontaggio  almeno di cattivo gusto sui luoghi dell’olocausto con un tentativo di parallelismo storico senza dubbio azzardato.

Non pago, evidentemente, egli minaccia “…… di rivoltare l’Europa della Merkel come un calzino……” stracciando il fiscal compact a suo tempo definito in termini economici e firmato dall’allora governo del Prof. Monti. Ora, che il fiscal compact  debba essere completamente rivisto  o cancellato pare ormai – ci auguriamo – esigenza condivisa; si teme, invece, che altri proponimenti siano esattamente speculari ai ripetuti annunci “riformistici” provenienti ormai quotidianamente da Palazzo Chigi. Il maestro ed iniziatore di tutto questo , in fondo, lo conosciamo.  Ha imperversato  nella politica italiana nel corso degli ultimi vent’anni……

ANDREA G. STORTI

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