Mentre Joe Biden giura da Presidente degli Stati Uniti d’America, in Italia una esperienza di governo con ogni probabilità volgerà al termine perché prima di tutto plastica espressione di un trasformismo posto in essere in prima persona dal Presidente del Consiglio custode di due opposte maggioranze politiche nell’arco di un tempo breve eppure significativo.

Innumerevoli  voci si sono distinte nel constatare l’apparente follia di un processo di crisi di governo aperto nel pieno di una pandemia internazionale. Sarebbe stato ancora più grave avallare in questo contesto temporale una situazione di sostanziale immobilismo governativo con un coacervo di problemi la cui soluzione è stata procrastinata sine die.
Hanno senso, per esempio,  provvedimenti legislativi e comunque dell’esecutivo lasciati privi di decreti di attuazione? O l’avvio di cantieri per opere la cui ricaduta economica è positiva.
Ha senso un piano finanziario esiziale per le sorti del Paese, il “Recovery Plan”, non discusso, anche se non all’infinito, in Parlamento?
Vogliamo chiederci quale futuro disegnare per la nostra Nazione, il cui tempo è adesso e non dopo che le principali forze politiche di governo (segnatamente Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle -inconciliabili-)  avranno deciso che cosa vogliono essere.
Vogliamo capire che non è compito del Presidente del Consiglio presentare una riforma elettorale, pur comprendendo che promettere un tale provvedimento allontana gli spettri di una mancata riconferma del seggio parlamentare.
Quattro esempi di interrogativi senza sciogliere i quali nessun impianto governativo ha significato e quindi rincorrere la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, certamente moderato, ed a qualche aggiustamento di compagine non fornisce certo ampio respiro ad una effimera, illusoria maggioranza di 156 volonterosi e nulla più.
Per andare dove, mentre invece non siamo in grado a tutt’oggi  di conoscere le ragioni del più alto numero di decessi per evento pandemico tra le maggiori democrazie europee. Alcuni passaggi nella gestione delle problematiche legate all’evento pandemico sono risultati inoltre, questi sì, incomprensibili. Pensiamo alla scuola, con un continuo dibattito sulle misure da adottare proseguito in una fase relativamente recente sulle ali della scelta di un banco a rotelle. Ecco uno dei passaggi nel mirabolante intervento governativo.   
Se questo è il passo, forse andare alle urne una volta avviata a superamento la straziante attualità sanitaria potrebbe rappresentare il male minore.

ANDREA G. STORTI

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