Tra qualche settimana si torna al voto. E’ un momento importante perché chiude una serie di appuntamenti elettorali che hanno visto in precedenza i cittadini di Gran Bretagna, Francia, Germania, per citare le maggiori nazioni europee, confrontarsi politicamente. E’ bene che ciò avvenga anche in Italia, dove, negli ultimi anni ed almeno da un mandato parlamentare la rappresentatività del popolo è risultata deficitaria, per usare un eufemismo. Al superamento di questa condizione non ha giovato l’approvazione di una nuova legge elettorale, pur resasi necessaria: tuttavia, occorre dire che il nuovo strumento elettorale che si è a maggioranza approvato era, con ogni probabilità, l’unico possibile nel frangente.

La campagna elettorale che ormai volge alla conclusione ha peraltro rappresentato il nulla.

Nessuna forza politica è stata in grado di delineare una visione d’insieme dello sviluppo sociale italiano del prossimo decennio. Abbiamo invece assistito ad un irrealizzabile elenco di promesse che affoga nella mancanza di coperture finanziarie proposto da candidati non esattamente presentabili. Abbiamo assistito persino alla nuova condizione di soggetti espulsi dalla propria formazione politica prima ancora della corsa effettiva, per non aver essi stessi rispettato regole interne legate all’obbligo di donazione. Per quanto concerne, del resto,  il “Movimento Cinque Stelle” stupisce una volta di più che uno dei suoi massimi esponenti a livello nazionale abbia improvvisamente preso cappello salutando tutti in piena campagna elettorale in maniera poco edificante. Né può essere considerato molto diverso il caso di un Assessore al Comune di Salerno del Partito Democratico  dimessosi perché indagato nella sua responsabilità.

La coalizione di centro destra che i sondaggi indicano come prevalente sembra, invece, inseguire se stessa ed i suoi principali esponenti in un tourbillon dove non è ancora chiaro se si sentono o meno appartenenti all’Europa. Dilemma che ci sembra molto serio, mentre non è per nulla serio riferirsi al razzismo confondendo questo con il pesante fardello del problema dell’immigrazione internazionale.

Un panorama assai desolante per il prossimo futuro.

ANDREA G. STORTI

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