Nicola Zingaretti è il nuovo segretario politico del Partito Democratico. Non sappiamo se sarà in grado di ridisegnare in maniera sostanziale il Partito che si accinge a guidare. Se ciò accadrà avrà compiuto una impresa. Per il momento registriamo la fine di una apnea che risaliva al 5 marzo di un anno fa quando Matteo Renzi presentava le sue dimissioni e teneva in ostaggio una intera forza politica sino a ieri. Ciò nondimeno, non è certo sufficiente l’elezione di un diverso segretario per rimettere assieme i cocci di un Partito in profonda crisi che avrebbe bisogno prima di tutto di spazzare via nani e cortigiane dell’epoca fiorentina. Una simile operazione non potrebbe essere disgiunta dalla presentazione di nuovi contenuti, dall’individuazione e lettura di nuovi bisogni e dello spaccato di società che li rappresenta. Operazione titanica e con elevate possibilità di non riuscita. Poi, ancora, individuazione di possibili alleanze politiche maggiormente rispondenti ad un sistema tornato ad essere sostanzialmente proporzionale. A meno che non si decida di incamminarsi verso una nuova riscrittura della legge elettorale con tutto ciò che questo comporterebbe in energie che sul tema sono già state buttate, anche in tempi recenti E che dire dei grandi temi: l’economia, la coesione sociale. l’Europa.
La sostanziale chiusura dell’era Renzi lascia con sé soprattutto macerie. Eppure si avverte in qualche modo la necessità urgente di combattere questo nuovo sovranismo personificato da Matteo Salvini ed ispirato alla negazione in politica dei più elementari concetti che accompagnano la democrazia. Se a ciò aggiungiamo il risveglio della paura come entità emotiva capace di portarci a rifiutare l’altro attraverso  un vento continuamente alimentato il puzzle si compone. L’altra compagine di governo, il M5S, non sembra in grado di proporre una diversa via da seguire avviluppata com’è nelle sue difficoltà interne risultato della sostanziale incapacità del suo attuale gruppo dirigente.
Per queste non esclusive ragioni le nubi che appaiono all’orizzonte della politica nazionale sembrano anch’esse nere: speriamo non si trasformino in un diluvio in cui annegare.

ANDREA G. STORTI www.democraziaedeuropa.it